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Terre di Pedemonte

CORRIERE DEL TICINO
 di Matteo Galgiani, membro GLRT
Il Consiglio di Stato ha comunicato che dopo Pasqua saranno inviati i messaggi relativi all’attuazione delle iniziative sulle casse malati, approvate dal popolo lo scorso settembre. La decisione ha suscitato una reazione immediata da parte di partiti politici, organi di stampa e commentatori online, che hanno espresso forti critiche riguardo alla procedura adottata. L’attesa prolungata per l’attuazione delle misure è fonte di comprensibile insoddisfazione, soprattutto considerando che i premi hanno raggiunto, per alcuni, somme paragonabili all’affitto di un monolocale. Il Governo manifesta preoccupazione circa il possibile impatto finanziario, evidenziando il rischio di dissesto economico delle casse cantonali e sottolineando come siano state prospettate centinaia di milioni di deficit strutturale.
Gli iniziativisti hanno presentato diverse proposte: le quaranta misure avanzate dalla Lega sono state messe da parte dall’esecutivo cantonale durante la presentazione del preventivo 2026. Il Partito Socialista ha suggerito alcune entrate aggiuntive che potrebbero contribuire parzialmente all’iniziativa del 10%. Tuttavia, quanto proposto dalla sinistra richiede il consenso del legislativo, e generalmente questo tipo di proposte incontra una forte opposizione da parte delle forze politiche di destra e centro-destra.
In conclusione, riconosco la posizione dell’esecutivo e, considerando le dinamiche tra governo e parlamento, ritengo che adottare una strategia analoga sia appropriato: le iniziative saranno implementate proporzionalmente ai fondi che saranno messi a disposizione in seguito all’inevitabile compromesso all’interno del Gran Consiglio. Negli ultimi anni, siamo stati spesso abituati a sentir dire “Non esiste un piano B”, in questo caso c’è, si chiama dissesto finanziario.

QUESTO MATRIMONIO NON S’HA DA FARE

CORRIERE DEL TICINO:
SILVIO BARANDUN / vicepresidente Giovani liberali radicali ticinesi.
Anna ha 26 anni, è infermiera e convive da tre anni con Marco che lavora come docente di scuola media. Anna e Marco sono innamorati, progettano la loro vita insieme e presto avranno un figlio. Marco sogna da tempo di vedere Anna camminare verso di lui, vestita di bianco, lungo la navata. Facendo però i tristi conti, lui e Anna preferiscono risparmiare dove possono e rinunciano a sposarsi.
Questa è purtroppo per molti giovani adulti la triste realtà. Il matrimonio viene messo in lista d’attesa perché quando arriva la cruda lettera dall’Ufficio Esazione e Condoni la giornata già è iniziata in malo modo e non c’è necessità di peggiorarla ulteriormente. Sembra insomma che lo Stato imponga loro un manzoniano: «Questo matrimonio non s’ha da fare».
L’introduzione dell’imposizione individuale in Svizzera non è, come sostengono alcuni, un affronto alla famiglia tradizionale. È piuttosto un invito allo Stato ad essere neutrale rispetto alle scelte di vita dei cittadini. La decisione di Anna e Marco di sposarsi o meno è affare loro e solo loro.
Se vogliamo continuare l’allegoria, Anna sta già pensando di portare il proprio grado di occupazione dall’80% al 60%. Se poi consideriamo che da sposata dovrebbe pagare ancora più tasse, le converrebbe quasi scendere direttamente al 40%, ma questo non è un bene per nessuno. Né per Anna a cui piace il proprio lavoro, né per l’interesse collettivo poiché, come chi lavora ad esempio nel settore sanitario ben sa, in realtà servirebbero un paio di mani in più e non certo uno in meno.
È vero che l’imposizione individuale comporterebbe qualche dichiarazione fiscale in più da elaborare. Ma l’Ufficio delle tassazioni già oggi tratta le dichiarazioni semplici dei cittadini con solo reddito e poco altro in modo quasi automatizzato. Per un computer, gestire mille o duemila dichiarazioni è un (non) problema quasi equivalente.
L’imposizione individuale non distrugge quindi assolutamente la famiglia, ma rimuove una penalizzazione artificiale che influenza scelte profondamente personali che possono parimenti essere dannose per l’interesse collettivo. Uno Stato moderno mai dovrebbe perciò spingere le persone a rinunciare al matrimonio, al lavoro o all’equilibrio familiare per ragioni fiscali. Dovrebbe invece e soprattutto creare condizioni eque permettenti che le scelte di vita siano e restino unicamente affare dei cittadini.

Basta Tir: il Ticino merita una svolta ferroviaria

Basta Tir: il Ticino merita una svolta ferroviaria
di Kevin Pelli, vicepresidente Glrt

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Comunicato dei Giovani Liberali Radicali Ticino: Contro ogni forma di violenza e intimidazione nel dibattito politico

[IT] I Giovani Liberali Radicali Ticino condannano con fermezza ogni forma di violenza, intimidazione o attacco personale nel dibattito pubblico. Le minacce rivolte alla presidente della Gioventù Socialista, Mirjam Hostetmann, in relazione alla campagna sull’iniziativa per il futuro, sono un chiaro campanello d’allarme.

Il confronto su idee e opinioni è il cuore di una democrazia viva; arricchisce la società e rafforza le istituzioni, ma non può mai giustificare minacce o intimidazioni verso chi partecipa al dibattito pubblico.

Come GLRT difendiamo con convinzione la libertà individuale e il diritto di ogni persona di esprimere le proprie opinioni senza paura. La politica deve restare uno spazio aperto, rispettoso e sicuro per tutte e tutti, indipendentemente dal proprio credo politico. Proteggere questo spazio comune è responsabilità di tutti.

Le idee si discutono, le persone si rispettano: solo così possiamo garantire un dibattito pubblico degno di una società libera, pluralista e profondamente democratica.

Giovani Liberali Radicali Ticino

[DE] Pressemitteilung der Jungfreisinnigen Tessin:
«Gegen jede Form von Gewalt und Einschüchterung in der politischen Debatte»

Die Jungfreisinnigen Tessin verurteilen entschieden jede Form von Gewalt, Einschüchterung oder persönlichen Angriffen in der öffentlichen Debatte. Die Drohungen gegen die Präsidentin der JUSO, Mirjam Hostetmann, im Zusammenhang mit der Kampagne zur Zukunftsinitiative sind ein klares Alarmsignal.

Der Austausch von Ideen und Meinungen ist das Herzstück einer lebendigen Demokratie; er bereichert die Gesellschaft und stärkt die Institutionen, kann aber niemals Drohungen oder Einschüchterungen gegenüber Personen rechtfertigen, die sich an der öffentlichen Debatte beteiligen.

Als Jungfreisinnige Tessin verteidigen wir mit Überzeugung die individuelle Freiheit und das Recht jedes Einzelnen, seine politische Meinung ohne Angst zu äußern. Die Politik muss ein offener, respektvoller und sicherer Raum für alle bleiben, unabhängig von ihrer politischen Überzeugung. Der Schutz dieses gemeinsamen Raums liegt in der Verantwortung aller.

Ideen werden diskutiert, Menschen werden respektiert: Nur so können wir eine öffentliche Debatte gewährleisten, die einer freien, pluralistischen und zutiefst demokratischen Gesellschaft würdig ist.

Giovani Liberali Radicali Ticino (Jungfreisinnige Tessin)

[FR] Communiqué des Jeunes Libéraux Radicaux du Tessin :
« Contre toute forme de violence et d’intimidation dans le débat politique »

Les Jeunes Libéraux Radicaux du Tessin condamnent fermement toute forme de violence, d’intimidation ou d’attaque personnelle dans le débat public. Les menaces adressées à la présidente de la Jeunesse socialiste, Mirjam Hostetmann, dans le cadre de la campagne sur l’initiative pour l’avenir, sont un signal d’alarme clair.

La confrontation des idées et des opinions est au cœur d’une démocratie vivante ; elle enrichit la société et renforce les institutions, mais ne peut en aucun cas justifier des menaces ou des intimidations à l’encontre de ceux qui participent au débat public.

En tant que GLRT, nous défendons avec conviction la liberté individuelle et le droit de chacun à exprimer ses opinions sans crainte. La politique doit rester un espace ouvert, respectueux et sûr pour tous, indépendamment de leurs convictions politiques. La protection de cet espace commun est la responsabilité de tous.

Les idées se discutent, les personnes se respectent : ce n’est qu’ainsi que nous pouvons garantir un débat public digne d’une société libre, pluraliste et profondément démocratique.

Jeunes Libéraux Radicaux du Tessin

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